Cap VII: STEVEN HOLL – Architettura multisensoriale come relazione d’aiuto

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Steven, Tu credi troppo negli esseri umani, tanto che credi che sia ancora possibile realizzare il mondo concettuale delle avanguardie, anche se in maniera smussata e gentile. Per questo la tua architettura non svanisce nelle distanze al di là del cielo e allo stesso tempo non atterra, ma fluttua da qualche parte nei limiti dell’atmosfera. Toyo Ito .
Steven Holl e la sua architettura hanno risposto a mie due questioni di architettura:

1. La firma di un architetto è evidente?

2. Architettura come una relazione (di aiuto)

Holl Non è un architetto di firma perché non ha una firma. Per lui, Ogni progetto è unico . Ogni progetto ha una relazione al sito, al clima e alle altre forze . Per esempio La cappella di S. Ignazio è stata costruita intorno all’idea di sette bottiglie di luce in una scatola di pietra , un’idea molto particolare al loro programma . L’idea che l’architettura può avere una “religiosità”.che può ispirare una sorta di riflessione sul mistero dell’esistenza , è un ingrediente importante per una cappella .

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I progetti di steven holl nascono sulle pagine di un notebook, dove l’idea partorita a seguito di letture ed escursioni nei mondi paralleli dell’arte, della letteratura e della scienza, viene abbozzata in forma di frasi, di schizzi concettuali e diagrammi.
Wittgenstein ha detto che non esiste una cosa come la fenomenologia , ci sono solo domande fenomenologiche . Lui È d’accordo con quel riflesso e dice: Ho raggiunto un punto morto nel mio pensiero e il lavoro intorno 1984. Avevo cercato di trasformare la tipologia edilizia come un modo di andare avanti ; la nozione di morfologia di una tipologia città e la costruzione venuto dal movimento razionale italiano . Stavo cercando di trovare un modo americano del 21 ° secolo del pensiero , e ho sentito che era un vicolo cieco . Perché io insegnavo e non ho avuto che molto lavoro, Mi sono immerso nei testi . Materia e memoria , da Henri Bergson , era un testo chiave per me ; si parla di tempo come ‘ durata ‘ e la dimensione esperienziale dell’esistenza come il più profondo e importante .

Architettura Multisensoriale
Holl si è sempre interessato alla ricerca di contenuti di dinamismo spaziale e di percezione in movimento. A questo proposito in Parallax riunisce due temi fondamentali della sua architettura: i fenomeni naturali e scientifici e l’aspetto sperimentale dell’architettura.

Egli ritiene che la nostra capacità di comprendere l’architettura dipenda dalla percezione che abbiamo di essa che, “con l’aumento della conoscenza, ci consente di capire lo spazio, offrendoci nuove idee all’immaginazione spaziale”. Grazie alle scoperte della scienza e alle nostre esperienze possiamo avere oggi una percezione diversa dello spazio attraverso il nostro corpo. Due esempi significativi possono essere quello della metropoli di notte, che “sconvolge la posizione del nostro corpo e le sue percezioni”, e il fatto che da un determinato punto di vista hanno origine diverse prospettive.

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Snoezelen è un termine spesso usato come sinonimo di MSE ossia: Multisensory environment. Il termine quindi ha forti componenti ambientali e sta ad indicare la metodologia, messa a punto a metà degli anni ’80 da due terapisti olandesi, che prevede la realizzazione di ambienti dedicati a creare focus di attenzione e suggestioni attraenti al fine di promuovere la partner perceived communication tra persone con disabilità intellettive ed operatori.

Si è modificato molto la percezione dell’uomo conteporaneo e lo “spazio viene percepito unicamente quando il soggetto lo descrive”e Riesce a riprodurre, io aggiungo!

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Egli parla di un vero e proprio “flusso spaziale” a cui si assiste nelle metropoli. Tale flusso abbisogna però di altri due elementi importanti per essere descritto, la cognizione e il tempo .

L’architettura è fatta di spazio inteso però come elemento che muta nel tempo attraverso il fenomeno della parallasse, ossia il “cambiare disposizione

di superfici che definiscono lo spazio come risultato del cambiamento della posizione dell’osservatore”. Il movimento è quindi la connessione fra noi e l’architettura e la forza del potenziale è la sua unità di misura.

“Le essenze di materiale, odore, texture, temperatura e tatto rinvigoriscono l’esperienza quotidiana” e udito aggiungo io!

JOHN CAGE nel 1951 si rinchiuse nella STANZA ANECOICA dei Bell Labs, una stanza isolata da qualsiasi rumore esterno, uno SPAZIO ACUSTICAMENTE MORTO.

Dopo qualche avvertì istante un sordo martellìo e un fruscio sibilante: il battito del cuore e il rumore del sangue che scorre nelle vene.

Poi un fischio acuto quasi insopportabile: il rumore del suo sistema nervoso.

E la constatazione finale che PER GLI UMANI IL SILENZIO ASSOLUTO NON PUO’ ESISTERE.
Il movimento all’interno di un edificio è fatto di esperienza tattile ossia l’essenza dell’esperienza architettonica perchè la percezione di uno spazio è data dal mondo dell’acquisizione tattile in quanto una architettura è fatta di esperimenti su spazio,

luce, colore, materiali, geometrie e dettagli, è una scienza fatta di percezioni.

“Negli spazi eccelsi la luce cambia e sembra descivere le forme” .

La luce fa parte anch’essa dell’esperienza tattile e del mondo della fenomenologia; può essere intesa come fenomeno o materiale ed è resa visibile solo se intrappolata nell’acqua o nel pulviscolo. Essa negli spazi eccelsi ne descrive la forma, nel progetto va sempre studiata e regolata attraverso tecnologie che ne consentono lo studio e la manipolazione.

“Le esperienze dello spazio cromatico sono legate ad e ffetti mistici e ad un potenziale filosofi co”

Il colore, a sua volta, è una proprietà della luce la cui variazione è data dalle diverse lunghezze d’onda di questa. nello spazio cromatico la luce è fenomeno,

mistero, e lunghezza d’onda.

Il colore, in uno spazio architettonico, anima la sensazione, e quello che Steven Holl cerca nei suoi progetti è “un ponte fra pensiero e sensazione”.

L’importanza della percezione nel colore si ha per esempio nel concetto di immagine residua, spiegata nella Teoria del colore di Ghoete con l’esempio

dei fiori, che se osservati a lungo trasportano i loro pigmenti su un’immagine visualizzata immediatamente dopo, come un sentiero di ghiaia.

L’immaginazione, secondo Holl, si compone di pensiero e sensazione che l’architetto deve coniugare.

L’idea specifica o limited concept è lo spazio in cui si forgia il sito, la geometria, il programma, la circostanza e i materiali di un’architettura. Holl afferma che “Il concetto di idea porta con se quello di dubbio che è il contesto ,dinamico,in cui lavoriamo”.

L’architettura contemporanea infatti si muove in spazi dinamici e interattivi e non più stabili come in passato, tuttavia “si aspira ancora a una architetturaassoluta capace di ispirare l’anima”.
Bibliografia:

A. Saggio, architettura e modernità

S. Holl, Parallax, princton architectural press, New York 2000.

T. Liuzzi, arte e inclusione

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