Cap I: GABRIEL GUEVREKIAN

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Gabriel Guevrekian (1900-1970)

Architetto avanguardista e paesaggista iraniano.

Frequentò l’Accademia di Belle Arti di Vienna e si laureò sotto la direzione di Oskar Strnad e Joseph Hoffmann, si trasferì in Francia nel 1921 e dopo aver lavorato per qualche mese nello studio di Henry Sauvage instaurò contatti e relazioni con gli architetti moderni francesi. ha lavorato nello studio di Mallet-Stevens dal 1922 al 1926.

Ha partecipato alla Vienna Werkbund Exhibition del 1931, dove le case da lui progettate erano esposte vicino a quelle disegnate da Le Corbusier.

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E’ stato attivamente coinvolto nella creazione del Congrès Internationaux d’Architecture Moderne (CIAM) che ha presieduto dal 1928 al 1932.

La sua affiliazione al circolo europeo degli architetti avanguardisti (incluso Henri Sauvage, , Robert Mallet-Stevens, Le Corbusier, André Lurcat e Sigfried Gideon) ha fatto di lui uno dei rappresentanti del Movimento Nazionale di Architettura in Iran (nel 1933 il governo dello stato di recente formazione l’ha invitato a tornare in patria). Durante la sua permanenza di quattro anni a Tehran è stato il direttore dei lavori all’interno del Dipartimento di Architettura del Municipio. Ha progettato e costruito importanti edifici come l’Officers’ Club di Tehran, l’Anfiteatro della Scuola Militare e una ventina di ville e residenze per gli ufficiali e i commercianti di Tehran. E’ stato anche responsabile della direzione dei lavori di tanti edifici governativi come il Ministero degli Affari Esteri di Tehran in collaborazione con altri architetti. Il progetto di questi edifici in particolare è il risultato degli studi accademici dell’epoca che noi oggi conosciamo come sperimentazioni di un’attenta combinazione tra stili, necessità, manodopera e materiali diversi. Anche negli schizzi di Guevrekian si nota una certa esplorazione dell’avanguardismo e, di conseguenza, nel progetto delle sue ville. Guevrekian realizzò i suoi disegni personali che contengono innovazioni influenzate dall’accademia.

Un contributo importante di Guevrekian, architetto di formazione viennese, trasferito a Parigi, nella fase realizzativa del complesso di rue Mallet- Stevens, come responsabile di cantiere, far conoscere in Francia le idee che circolavano a Vienna, rielaborate nell’ottica della propria esperienza, arricchita dalla conoscenza diretta di Hoffmann e Loos.

In particolare Guevrekian e Loos mantennero una stretta relazione anche durante il loro soggiorno parigino avvenuto nello stesso periodo.

Nel periodo in cui Guevrekian lavorò nello studio di Mallet-Stevens si instaurò fra i due architetti uno stretto rapporto di collaborazione che portò ad un’influenza reciproca e addirittura ad un ruolo di guida dell’architetto armeno nei confronti di Mallet-Stevens. Al Salon d’Automne del 1923, Guevrekian partecipò presentando un progetto chiamato “villa in cemento armato , 1923” nel quale si rintraccia lo stesso linguaggio con cui Mallet-Stevens elaborò la serie di disegni del 1922. A questo progetto di Guevrekian, concepito con un’ardita struttura in cemento armato, Giedion attribuì addirittura l’antecedenza rispetto a due progetti di LeCorbusier: villa la Roche, per l’impiego dei pilotis e le case a Pessac, per la rampa.

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L’impegno e lo spessore dell’esperienza di Guevrekian attento a comprendere le nuove possibilità costruttive del cemento armato, lasciano ipotizzare che il suo contributo nell’atelier dell’architetto parigino abbia spinto Mallet-Stevens ad un approccio più maturo rispetto al binomio forma/struttura.

Un altro progetto di Guevrekian, “villa Heim” (1927), si compone di una organizzazione volumetrica che mostra due trattamenti della facciata differenti: sul lato della strada il rigore geometrico di un unico blocco, mentre sul lato retrostante affacciato sul giardino, l’articolazione di diversi volumi che definiscono una sezione a gradoni, sui quali si formano delle terrazze. Questo progetto fu realizzato da Guevrekian subito dopo l’esperienza svolta presso lo studio di Mallet-Stevens ed è successivo al progetto di Loos, casa per Tristan Tzara (1925-1926). Rispetto al progetto di Loos si rileva in villa Heim un’affinità concettuale che riguarda la concezione volumetrica differente con cui sono trattati il fronte strada e il fronte giardino. La coincidenza temporale di questi progetti lascia comprendere come una serie di ragionamenti circolassero in quel periodo fra i protagonisti della scena architettonica e fossero al centro di riflessioni a volte coincidenti. In particolare, il rapporto di conoscenza e frequentazione che Guévrékian dichiarò nei confronti di Loos potrebbe avere avuto un ruolo importante nel trasferire a Mallet-Stevens l’apprezzamento di certi temi architettonici loosiani.

Bibliografia:

1.A.Saggio, Architettura e modernità,carrocci, 2010.

2.Elisabeth Vitou, Dominique Deshoulières, Hubert Jeanneau, Gabriel Guévrékian, 1900-1970:une autre architecture moderne, Connivences, Paris 1987,

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