Cap III: PIER LUIGI NERVI- La Struttura Dell’architettura

Il rapporto tra forma, funzione e struttura è stato – e continua a essere – un importante tema di sperimentazione noto agli architetti. Un gruppo di nuovi progettisti indicò – a partire dai primi decenni del 900 – la via alternativa da intraprendere per rileggere questi legami da una nuova prospettiva reinterpretando i principi che rivolgevano la propria attenzione verso quei rapporti inevitabili ma non ancora risolti. Questo fu possibile anche grazie allo straordinario sviluppo delle tecnologie costruttive legate agli edifici in calcestruzzo sui quali si basava la nuova architettura sperimentando la plasticità di questo materiale adattabile che permetteva di ottenere figure mai viste prima.

La forma si libera dalle costrizioni funzionaliste, diventa indipendente e viene silenziosamente suggerita dalle soluzioni strutturali prescelte. Arte e scienza tecnica si avvicinano fino a confondersi. Si fa largo un gruppo di ingegneri-architetti che rileggono nelle molteplici possibilità offerte dalle nuove tecniche la possibilità di dar vita ad una nuova concezione progettuale. In Italia, l’ingegnere Pier Luigi Nervi afferma le proprie capacità in costruzioni rivoluzionarie ma piacevolmente equilibrate e si concentra sullo studio di nuove tecniche che lo condurranno verso la progettazione di edifici eleganti, iconici, moderni, che si scontreranno con i paradigmi dell’architettura razionale sperimentando l’innata connessione tra arte, architettura e scienza del costruire.

“[…]La nascita e lo sviluppo della scienza delle costruzioni ha democratizzato e popolarizzato il fatto statico[…].” (“Storia dell’Architettura Moderna” di L. Benevolo, Laterza, Roma-Bari, 1993. Tratto da “Pier Luigi Nervi e l’architettura strutturale” a cura di F. R. Castelli e A. I. Del Monaco, Print, Roma 2011. Intervento “1955” di L. V. Barbera)

“[…]Ferro, cemento armato e teorie statiche che ne permettono il razionale impiego, sono i nuovi strumenti di cui oggi l’architetto dispone e dai quali potrà trarre ben più complete ed espressive sinfonie architettoniche di quanto sia stato possibile dal più lontano passato ad oggi[…].” (“Storia dell’Architettura Moderna” di L. Benevolo, Laterza, Roma-Bari, 1993, tratto da “Pier Luigi Nervi e l’architettura strutturale” a cura di F. R. Castelli e A. I. Del Monaco, Print, Roma 2011. Intervento «1955» di L. V. Barbera)

La scelta di riprendere la figura di Nervi nel panorama architettonico della metà del secolo sorso deriva dalla volontà di sottolineare un percorso personale basato sulla ricerca, sullo studio della natura e non solo nel senso estetico universalmente riconosciuto, ma spingendosi nel profondo, fino alle leggi fondamentali che la regolano. E’ interessante capire come la loro sperimentazione diretta abbia portato alla creazione di strutture impossibili da realizzare precedentemente, dando inizio a quel lento passaggio dal Moderno al Contemporaneo. Nella costruzione dello stadio comunale Berta di Firenze concluso nel 1933, Nervi esplicita i suoi principi progettuali attraverso elementi fortemente complessi, materici, giungendo ad un sistema in perfetto equilibrio. Osservando le strutture slanciate delle tribune e della pensilina, sembrano percepibili le forze interne che, in una straordinaria fusione plastica di forma e struttura, definiscono l’insieme. Anche nelle scale spiraliformi esterne si riconosce la forza costitutiva degli elementi, e la capacità di dominare il materiale da parte dell’architetto riesce a bilanciare perfettamente la potenza delle parti mediante una chiarezza stabilizzatrice. Tribune, pensilina e scalinate d’accesso compongono uno spazio ordinato e complesso che svolge perfettamente la sua funzione.

E’ questa concezione di spazio legato strettamente allo studio dell’ambiente naturale a suggerire soluzioni organiche, informali, fortemente strutturali, e a rimarcare continuamente la necessità di verificare il sistema costruttivo sulla base delle leggi statiche. L’architettura doveva tenere il passo all’avanzare dell’ingegneria e rimisurarsi continuamente ad essa (“Pier Luigi Nervi e l’architettura strutturale” a cura di F. R. Castelli e A. I. Del Monaco, Print, Roma 2011).  Proprio per questo si cercò una nuova strada. Da quel momento in poi, per il nutrito gruppo di ingegneri architetti, non bastava più costruire assecondano le leggi fisiche e cercando di costruire in accordo con esse, ma era necessario conoscerle profondamente e operare inserendole in un nuovo metodo che avesse un significato di gran lunga più ampio per l’architettura futura ( «La forma nella struttura», di E. Contini in Architettura n°31, 1958).  Proprio l’approfondita conoscenza delle tecniche porterà Nervi a sperimentare e ideare nuovi sistemi costruttivi che caratterizzeranno il suo apporto alla ricostruzione del secondo dopoguerra.

“[…]L’invenzione strutturale – insegnava ai suoi studenti della Sapienza – non può che essere il frutto di un’armoniosa fusione di personale intuizione inventiva e di impersonale, realistica, inviolabile scienza statica[…]”. (in “Pier Luigi Nervi e l’architettura strutturale” a cura di F. R. Castelli e A. I. Del Monaco, Print, Roma 2011. Intervento «Beauty is truth, truth beauty. Ragioni e intenzioni di questo volume», di F. R. Castelli)

“[…]Come sempre in tutta la mia opera progettistica ho constatato che i suggerimenti statici interpretati e definiti con paziente opera di ricerca e di proporzionamento sono le più efficaci fonti di ispirazione architettonica. Per me questa regola è assoluta e senza eccezioni[…]”. (Pier Luigi Nervi, tratto da arte.rai.it)

Se si vuole ricercare un metodo lungo il percorso di Nervi, risulta quasi impossibile definirlo sulla base delle scelte formali o strutturali, ma appare chiaro come l’avvicinamento alla composizione si basi sempre sulla scelta, effettuata di progetto in progetto, della metodologia operativa da seguire. Importante sottolineare come l’assenza di un metodo prestabilito e trasferibile ma la possibilità di procedere per ipotesi, resti oggi un precedente fondamentale al concetto di libera ricerca e uno degli aspetti significanti l’attività dell’architetto. Le sue personali invenzioni strutturali – perfezionate e brevettate nei lunghi anni di allontanamento professionale forzato dovuto alla guerra – furono utilizzate per risolvere problemi specifici del Complesso di Torino esposizioni, nel salone B, realizzato subito dopo la fine del conflitto. Fu possibile realizzare questo enorme spazio espositivo grazie all’utilizzo sapiente di due tecniche ricorrenti nelle architetture di Nervi: il ferrocemento e la prefabbricazione strutturale. L’enorme copertura voltata si unisce così alla semicupola che chiude l’elemento e lo caratterizza, avvicinandolo agli impianti delle grandi basiliche. Questo enorme spazio, caratterizzato dalle nervature decise del sistema portante e dal loro contrasto con le sottili onde sagomate che, accorpandosi in gruppi da tre, scaricano il loro peso sui grandi piloni inclinati garantendo un delicato equilibrio naturale, denuncia con tutta la propria forza la volontà di giudicare la struttura non soltanto entro i suoi termini tecnici, ma come parte dell’espressione architettonica (R. Rogers, tratto da “Pier Luigi Nervi, Architettura come Sfida”, articolo sulla mostra dell’Ordine degli Architetti Pianificatori Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Milano, Maggio 2011 – ordinearchitetti.mi.it)

Quali sono le vibrazioni che diffondono le opere di Nervi ancora oggi? Se il valore è spesso verificato nei termini di specificità disciplinare, Il superamento delle classi professionali categorizzate e la personale fusione di sensibilità compositive e conoscenze scientifiche rende la sua figura estremamente moderna. I suoi capolavori realizzati in tempi più recenti mostrano come la maturazione di concetti già esplicitati nelle sue prime realizzazioni confermi la volontà dell’architetto di non allontanarsi dalle proprie convinzioni e dalla scelta di non seguire regole compositive preordinate ma di farsi esso stesso interprete delle leggi della natura, costanti invariate che dominano ogni tecnica.

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Bibliografia
Architettura e modernità. Dal Bauhaus alla rivoluzione informatica”, A. Saggio, 2010;

Pier Luigi Nervi e l’architettura strutturale” a cura di F. R. Castelli e A. I. Del Monaco, Print, Roma 2011;

Pier Luigi Nervi. Architettura come sfida”, Fondazione dell’ordine degli architetti e degli ingegneri di Milano, articolo sulla mostra al salone C di Torino Esposizioni, Maggio 2011. (www.ordinearchitetti. mi. it)

 

Documentazione fotografica

Bengasi _via Flickr

wikipedia. org

costruiscicorrettamente. com

thehistorialist. com

 

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