CAP I: E’ Tempo di fare Spazio

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Prendendo in considerazione l’osservazione di Kuhn[1] sulle rivoluzioni scientifiche, si può comprendere come un paradigma  determini i confini delle proprie osservazioni. Difatti lo strumento di valutazione per una realtà ha spesso dettato legge nella differenza tra il possibile e l’impossibile e questa bussola concettuale è sempre stata cerniera tra una teoria a cui reagire e alla quale dialetticamente riferire e nuove teorie alla ricerca di più profondi orizzonti.

Un esempio peculiare nel campo della concezione spaziale del mondo fu il caso tutt’altro che banale della “longitudine”, come sappiamo la schematizzazione del mondo attraverso il sistema a griglia di longitudine e latitudine nasce già con Tolomeo nel 150 d.C. nella sua opera sulla geografia, nonostante questo procedimento sia antico in verità è stato anche un problema aperto e gravissimo per i secoli seguenti. Assillava infatti i navigatori che affrontavano le grandi distanze nell’imbarazzo dell’indeterminazione, infatti mentre i paralleli della latitudine in un emisfero sono univoci (il parallelo di grado 0 è ovviamente l’equatore con un diametro maggiore di tutti gli altri) al contrario la longitudine è una serie di linee tutte uguali che possono avere principio ovunque e che non possono essere riconosciute con il solo ausilio delle stelle, l’errata valutazione di questa misura condusse a tragici naufragi e a costringere per secoli le navi a poche rotte conosciute, spesso navigando a vista e rendendo i mercantili facile preda degli assalti dei pirati con gravissime perdite umane ed economiche.

Il problema di stabilire l’esatta longitudine per la corretta navigazione era talmente pressante e fu per secoli talmente sfuggente che il parlamento inglese nel 1714[2] stanziò un premio in denaro elevatissimo per colui che fosse stato in grado di risolverlo e i più grandi astronomi del tempo si batterono senza successo per trovare la soluzione fino a quando si presentò con una mente fuori dai paradigmi dell’epoca, l’orologiaio inglese John Harrison.

[…] un genio della meccanica, che fu il pioniere della scienza della misurazione del tempo mediante strumenti precisi e portatili, dedicò la sua vita a questa ricerca. Egli realizzò ciò che Newton riteneva impossibile: inventò un orologio che, come una fiamma eterna, avrebbe trasportato l’ora esatta dal porto di partenza a ogni remoto angolo della terra. […] La conoscenza simultanea dell’ora esatta di due luoghi diversi – un prerequisito del calcolo della longitudine, che oggi riusciamo a ottenere così facilmente con un paio di economici orologi da polso – era una meta irraggiungibile [precedentemente].[3]

La soluzione di Harrison di misurare lo spazio in funzione del tempo fu tanto sconvolgente che per anni non gli fu riconosciuto il premio e frotte di studiosi tentarono invano di smentirlo con ogni mezzo. Mentre in una geometria euclidea lo spazio può essere misura di se stesso, quale costante, in una realtà non euclidea esso può e deve essere misurato con altri parametri, ma per capirlo si richiedeva un ribaltamento concettuale, la domanda non era più quanti secondi ci vogliono per fare un metro, ma quanti metri occorrono per fare un secondo. [4]

Incredibilmente, prima ancora che Reimann mettesse in crisi il mondo della geometria euclidea, grazie a Harrison, il tempo aveva già vinto la propria rivalsa sullo spazio.

 

[1] «una nuova teoria, per quanto specifica sia la sua sfera di applicazione, è raramente, o non è mai, soltanto un’aggiunta a ciò che è già noto. La sua assimilazione richiede la ricostruzione della teoria precedente e una nuova valutazione dei fatti precedentemente osservati, processo intrinsecamente rivoluzionario che raramente è condotto a termine da un unico uomo e che non può realizzarsi da un giorno all’altro» Kuhn, the Sructure of Scientific Revolutions, in Saggio,Architettura e modernità dal Bauhaus alla rivoluzione informatica, Roma 2010

[2] The Longitude Act was an Act of Parliament of the United Kingdom passed in July 1714 at the end of the reign of Queen Anne. It established the Board of Longitude and offered monetary rewards (Longitude rewards) for anyone who could find a simple and practical methods for the precise determination of a ship’s longitude. […] The rewards increased with the accuracy achieved: £10,000 (worth over 1.29 million in 2016) for anyone who could find a practical way of determining longitude at sea to an accuracy of not greater than one degree of longitude. – Fonte Wikipedia

[3] SOBEL, Longitudine, Milano (1999)

[4] «Il tempo è la prima dimensione dello spazio. Il tempo non è affatto una quarta dimensione dello spazio […] ma è proprio il tempo l’unico modo di descrivere uno spazio.» SAGGIO,introduzione alla rivoluzione informatica in architettura, Roma (2007)

 

 

 

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