Cap VIII: HERZOG E DE MEURON – La Matericità Sostenibile

Se per modernità si intende “lo sforzo verso la trasformazione della crisi in valore” [1] certamente il tema della sostenibilità è il paradigma centrale della contemporaneità.
Usualmente si ritiene che la forza trasformatrice di questa nuovo concetto, che attraversa tutti i campi della produzione umana, risieda nella necessità.
Necessità ed impellenza certamente rivestono un ruolo importante nella diffusione di una coscienza ecologica, ne spiegano la velocità di diffusione, ma non sono chiavi sufficienti per cogliere le motivazioni di quella che prende il nome di “green revolution”.
La sostenibilità è un problema complesso, probabilmente il primo problema complesso con valenza universale, presentatosi dopo la rivoluzione industriale che mette in crisi il primato, di matrice illuministica, dell’approccio logico basato sulla divisione per sfere di sapere.
Si tratta di un cambio di metodo per cui le soluzioni vanno ricercate globalmente nelle connessioni tra i diversi ambiti e non possono essere ottenute attraverso la somma di soluzioni distinte di singoli sotto problemi.
In questo sta il nodo fondamentale, la necessità di un cambio di punto di vista, la ricerca di soluzioni per connessione, la contaminazione tra diversi ambiti.
Non è un caso che il problema della sostenibilità, la cui prima definizione formale risale al rapporto Brundtland del 1987, abbia assunto un ruolo centrale a partire dalla fine dell’ultimo decennio del novecento in concomitanza con la maturazione della rivoluzione informatica.
Questo perchè proprio lo sviluppo dell’information tecnology ha generato gli strumenti per governare problemi complessi, simulare l’efficacia delle diverse possibilità in fase progettuale, monitorare la bontà delle soluzioni realizzate.
In questa nuova ottica perde di qualsiasi significato, se mai veramente ne ha avuto qualcuno, il dualismo tra architettura High Tech e Low Tech per lasciare spazio ad un approccio in cui, in diversa misura, soluzioni analogiche e soluzioni tecnologiche si fondono, completandosi.
Paradossalmente proprio l’aspetto analogico è stato quello che ha fatto il maggior salto qualitativo grazie allo sviluppo informatico.
Esso è stato in grado di fornire ai progettisti strumenti per valutare, attraverso ad esempio simulazioni di fluidodinamica e analisi energetiche in regime dinamico, l’incidenza delle scelte analogico-formali sulla prestazione complessiva dell’edificio.
Un interessante esempio di questa evoluzione metodologica è riscontrabile nel lavori di due architetti svizzeri Jacques Herzog (Basilea, 19 aprile, 1950) e Pierre de Meuron (Basilea, 8 maggio, 1950).
Al momento della progettazione di una nuova cantina vinicola in California i progettisti si sono trovati a lavorare in un contesto in cui, a detta degli stessi autori: “l’aria condizionata viene installata automaticamente per mantenere la temperatura ambiente. Strategie architettoniche che attivano le pareti al fine di regolare le temperature sono sconosciute.” [2]
Herzog e De Meuron superano l’approccio consolidato per cui il progettista architettonico si occupa della forma e demanda a quello impiantistico il compito di garantire il confort dell’edificio legando sostanzialmente questo aspetto esclusivamente ad elementi tecnologici.
Lo fanno fondono i due ambiti in un processo progettuale che parte dallo sfruttamento di elementi analogici i quali concorrono, con quelli tecnologici, riducendone il peso, non la complessità.
La Cantina Dominus (1995-1999), nella Napa Valley è un volume monolitico il cui un secondo involucro, composto da gabbie metalliche riempite con basalto locale, si sovrappone al primo.

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Questo è l’elemento caratterizzante del progetto e riassume molteplici valenze: risponde all’istanza formale relativa all’inserimento paesaggistico e alla non invasività del luogo con elementi non autoctoni. L’utilizzo di materiali locali con costruzione a secco riduce i carichi ambientali connessi alla realizzazione dell’opera.
I gabbioni agganciati alla facciata dell’edificio generano una struttura massiva che ha il compito di fungere da termoregolatore naturale in un clima, quello californiano, in cui, ai picchi di calore diurni si accompagnano le basse temperature notturne, e al contempo di fungere da schermatura solare nelle zone in cui è richiesto. Questo effetto è ottenuto riempiendo in modo più o meno denso le gabbie a seconda delle necessità di passaggio della luce. La soluzione adottata inoltre consente di creare un elemento di continuità tra interno ed esterno attraverso gli spazi di accesso collocati al livello del terreno.
Il progetto consiste in un edificio lineare lineare lungo circa 100 ml, largo 25 ml ed alto 9 ml completamente immerso nei vigneti circostanti.

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La struttura presenta tre aree funzionali. Al piano terra è presente la sala con le grandi cisterne cromate dove avviene la prima fase della fermentazione del vino, la cantina con le file dei barili in quercia francese con annessa sala di degustazione e il magazzino per l’imbottigliamento e lo stoccaggio. Al livello superiore invece sono presenti i locali di servizio e gli uffici che sono circondati da delle balconate, dove le gabbie fungono, appunto, da schermature frangisole. Il carattere di semitrasparenza, inoltre, permette all’edificio di apparire la notte come un monolite luminoso. Le unità funzionali sono separate al piano terra da passaggi coperti. Il percorso principale del vigneto passa attraverso il più grande di questi. Un grande spazio coperto funge da reception aperta al pubblico, esso è l’intersezione di tutte le parti funzionali e dei percorsi della struttura con i percorsi esterni.
Un altro progetto in cui il metodo progettuale che prevede la fusione di elementi attivi e passivi ed in cui le scelte analogiche hanno al contempo valenze funzionali e formali è il nuovo stabilimento per la conservazione delle erbe di Ricola (2014). Esso rappresenta il più grade edificio in terra cruda d’Europa ed è stato realizzato con l’argilla locale proveniente dal Laufental.
Il progetto è una perfetto esempio di un approccio che massimizza lo sfruttamento delle soluzioni passive ed integra in modo mirato soluzioni tecnologiche attive. La scelta della facciata autoportante in terra cruda non è casuale, le erbe, infatti, necessitano di condizioni omogenee e le pareti in terra cruda regolano in modo naturale l’umidità dell’aria mantenendola tra il 40 e il 60 per cento. La soluzione consente di ridurre in modo significativo l’impiantistica dell’immobile e quindi i consumi energetici. I moduli fotovoltaici sul tetto e l’uso del calore di scarto dal centro di produzione vicina anche contribuire a migliorare l’equilibrio ecologico complessivo del sito.

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Anche in questo caso l’aspetto tecnico-funzionale del materiale si interfaccia con la sua valenza estetica.
I progettisti scelgono di coniugare ad un materiale antico come l’argilla con una forma arcaica, monolitica. Il risultato è “un masso erratico nel bel mezzo di un paesaggio costellato di edifici industriali convenzionali”[3] la cui forma allungata da un lato evidenzia il susseguirsi delle fasi di lavorazione delle erbe, dall’altro richiama i percorsi e i filari delle siepi che sono caratteristica distintiva della zona.

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Con una lunghezza di 110 metri, una larghezza di 30 metri e un’altezza di 11 metri, le facciate in terra battuta sono di aspetto imponente, ma grazie alla sua tonalità in terracotta si integra gradevolmente nel verde intenso del paesaggio circostante.
Bibliografia
Saggio A., Architettura e Modernità. Dal Bauhaus alla Rivoluzione Informatica, Carocci, Roma, 2010
Bradaschia M., La Costruzione dell’Architettura, LetteraVentidue, Palermo, 2014
Cellini G.R. , Dominus Winery, http://www.Archidiap.com
Note
[1] Cit. A.Saggio da Architettura e Modernità. Dal Bauhaus alla Rivoluzione Informatica, Carocci, Roma, 2010
[2] Cit. J. Herzog P. De Meuron da http://www.herzogdemeuron.com . 164 Dominus Winery
[3] Cit. J. Herzog P. De Meuron da http://www.herzogdemeuron.com . 369 Ricola Kräuterzentrum
Immagini
[Imm. 1]www.herzogdemeuron.com 164 Dominus Winery
[Imm. 2] http://www.herzogdemeuron.com 164 Dominus Winery
[Imm. 3]Aut. David Brown https://www.flickr.com/photos/d_brown/752478959
[Imm. 4]www.herzogdemeuron.com 164 Dominus Winery
[Imm. 5]www.herzogdemeuron.com 164 Dominus Winery
[Imm. 6]www.herzogdemeuron.com 369 Ricola Kräuterzentrum
[Imm. 7]www.herzogdemeuron.com 369 Ricola Kräuterzentrum
[Imm. 8]www.herzogdemeuron.com 369 Ricola Kräuterzentrum

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